OPERAZIONE GAMBLING: I DETTAGLI E LE SOCIETÀ COINVOLTE

Lo afferma la società, in una affermata, sull'inchiesta su mafie e scommesse illecite on line, coordinata dalla Dna, precisando che "il provvedimento giudiziario e le indagini delle autorità fanno esclusivo allusione a persone associate a SKS in passato". Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, illecito esercizio dei giochi e delle scommesse, omessa dichiarazione di ricavi per 3,2 miliardi di euro, truffa aggravata ai danni dello Stato per oltre 60 milioni di euro.

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Le indagini, originariamente condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Finanza di Reggio e coordinate da Bombardieri, hanno accertato l'esistenza di una pluralità di associazioni per delinquere operanti sul territorio interno nel settore della raccolta del divertimento e delle scommesse con i marchi "Planetwin" fino al , "Betaland" ed "Enjoybet" con condotta tuttora perdurante le quali, in un rapporto di dare-avere con la 'ndrangheta, da un banda consentivano a quest'ultima di infiltrarsi nella propria rete commerciale e di ricuperare gli imponenti proventi illeciti, dall'altro traevano esse stesse un significativo supporto per l'ampliamento della propria rete commerciale e per la distribuzione capillare del adatto marchio sul territorio. Dalle indagini è quindi emerso un articolato sodalizio criminoso che, grazie agli accordi territoriali insieme le organizzazioni mafiose, si è insinuato nel comparto dei giochi e delle scommesse, compiendo una serie di violazioni che vanno dalla raccolta fisica delle scommesse in assenza della prevista agevolazione rilasciata dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, all'utilizzo di siti online ". In occasione dei festeggiamenti in rispetto della Madonna di Polsi, infatti, il Santuario è stato per decenni il luogo individuato dalle varie 'ndrine per stringere alleanze e per progettare strategie criminali. Da sempre, infatti, la Betfair Italia S. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, abusivo esercizio dei giochi e delle scommesse, omessa dichiarazione di ricavi per 3,2 miliardi di euro, truffa aggravata ai danni dello Stato per oltre 60 milioni di euro.

Il centro di potere di questa camorra del "clic" e del "punto. I reati contestati, a vario titolo, vanno dall'associazione mafiosa al trasferimento fraudolento di valori, dal riciclaggio all'autoriclaggio, dall'illecita antologia di scommesse on line alla fraudolenta sottrazione ai prelievi fiscali dei relativi guadagni. E' tutta una questione di indice, capito? Guardia di Finanza, Gendarmeria e Carabinieri stanno inoltre eseguendo una ottantina di perquisizioni in diverse città. E' in corso di esecuzione, oltre al sequestro dell'intero profitto dell'organizzazione, colui di 23 società estere, 15 imprese operanti sul territorio nazionale, 33 siti web nazionali e internazionali, 24 immobili, numerosi automezzi e conti correnti italiani ed esteri, nonché di innumerevoli quote societarie. Grazie a questo accordo, l'accordo poteva sfruttare i caratteristici metodi di un'associazione mafiosa, la forza di minaccia e la condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, per commettere delitti e per acquisire, in modo diretto o indiretto, la controllo o il controllo di attività economiche illegali. Tegano e Franco, per attuare i propri progetti, si sono avvalsi a loro volta del peso criminoso dei rispettivi padri: Pasquale Tegano, apice dell'omonima cosca, più volte condannato per associazione mafiosa, e Roberto Franco, testa dell'omonima 'ndrina operante nel rione Santa Caterina di Reggio e aderente al sodalizio che fa capo alle famiglie De Stefano-Regano coinvolto recentemente nell'operazione denominata "Sistema Reggio" ed attualmente detenuto.

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